Cade un “adulto”

C’è che il mondo elitario dei dossettiani ha sempre vantato, o millantato, un’altra genetica rispetto a quelle, pur a volte meticce, delle altre correnti della chiesa italiana: quelle del laburismo popolare, quelli del cattolicesimo senza targhe ma vagamente papalino che ha sempre alimentato il corpaccione della Balena bianca, specie nel suo grande e grasso centro andreottiano, fino alle forze di punta degli anni ruiniani. Di fronte a tutto questo, la cifra intima del prodismo è sempre rimasta quella di un odio antropologico che ne fa quasi una versione clericale dell’azionismo. Vagamente giansenista in religione e tecno-modernista in politica (economica). E’ questa antropologia politica quella che, al culmine della stagione dell’Ulivo, nel 2007, andò a sbattere contro il “non possumus” dei vescovi italiani guidati da Camillo Ruini sul disegno di legge sui Dico. Non fu solo lo scazzo momentaneo tra una legittima rivendicazione di autonomia politica e una gerarchia particolarmente interventista. Fu lo scontro tra visioni diverse della presenza della chiesa nel corpo della Seconda Repubblica. Per i prodiani, il vero punto di scontro simbolico era la condanna di una chiesa che ancora una volta si schierava, e ancora una volta dalla parte della conservazione etica, e per di più sostenuta dalla “parte del male” (Berlusconi). Attorno alla candidatura di Prodi al Quirinale si gioca anche questa versione aggiornata della questione cattolica, anche se molto è cambiato rispetto al passato. Dall’altra parte del Tevere c’è un Papa cui, alle viste, interessa poco la politica italiana. In Laterano non regna più Ruini, ma non è escluso che ieri sera, don Camillo abbia sorriso.
"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"
